Meningioma (1)

Meningioma nel Cane e nel Gatto: Diagnosi, Trattamento e Neurochirurgia

Guida completa per il veterinario referente: riconoscere i sintomi, iter diagnostico e opzioni terapeutiche.
Dr. Alberto Cauduro, DVM, Dipl. ECVN | RSV - Referenza Specialistica Veterinaria Il meningioma è il tumore cerebrale primario più frequente nel cane e nel gatto.
Scopri come riconoscerlo, quali esami diagnostici eseguire e le opzioni terapeutiche disponibili, dalla terapia medica alla neurochirurgia avanzata.

Indice dell'articolo

Il meningioma rappresenta la neoplasia intracranica primaria più comune nei nostri animali da compagnia, costituendo circa il 45-50% dei tumori cerebrali nel cane e tra il 58% e l’85% nel gatto (May et al., 2023; Carrera-Justiz, 2023). Grazie all’evoluzione della diagnostica per immagini e delle tecniche di neurochirurgia, oggi possiamo offrire ai pazienti e ai loro proprietari opzioni terapeutiche in grado di migliorare significativamente sia la sopravvivenza che la qualità della vita.

Comportamento Biologico del Meningioma: Differenze tra Cane e Gatto

Sebbene istologicamente simili, il comportamento biologico del meningioma, legato al grado istologico, diverge drasticamente tra cane e gatto (Motta et al., 2012; Johnson et al., 2024).

Meningioma nel Cane

Nel cane, il tumore tende a essere più friabile e, in circa un terzo dei casi, infiltra il parenchima cerebrale sano, rendendo la resezione chirurgica completa più complessa. Le razze canine più colpite includono il Golden Retriever, il Pastore Tedesco, il Boxer, il Boston Terrier e il Bulldog Francese, con una diagnosi che solitamente avviene dopo i 7 anni di età (range 2-14 anni).

Meningioma nel Gatto

Nel gatto, il meningioma ha solitamente una consistenza più solida, è ben demarcato e in alcuni casi fortunati è più facilmente separabile dal tessuto cerebrale (“piano di clivaggio”). È frequente il riscontro di meningiomi multipli (17% dei casi). L’età media alla diagnosi è superiore ai 9 anni.

Sintomi del Meningioma: Quando Sospettare una Lesione Intracranica

Il segno clinico d’esordio più frequente nel cane sono le crisi epilettiche. Nel gatto, invece, prevalgono cambiamenti comportamentali aspecifici, letargia o inappetenza, mentre fino al 20% dei casi può rimanere clinicamente silente.

Altri Sintomi Neurologici da Non Sottovalutare

Alterazioni comportamentali: disorientamento, perdita delle abitudini acquisite, atteggiamenti compulsivi.

Deficit neurologici focali: circling, head tilt, deficit propriocettivi.

Alterazioni del visus: cecità, anisocoria.

⚠️ Punto critico: Come da linee guida veterinarie, l’insorgenza di epilessia in un cane di età superiore ai 6 anni deve sempre far sospettare una causa strutturale e richiede un approfondimento diagnostico immediato. Nelle razze predisposte, anche in soggetti di età inferiore merita approfondimento per eventuali lesioni strutturali cerebrali.

Iter Diagnostico del Meningioma: Dalla Medicina Interna alla Diagnostica Avanzata

Il successo clinico nella gestione di un sospetto meningioma non inizia nella sala operatoria, ma nello studio del medico veterinario curante. Un approccio sistematico è fondamentale per garantire che i sintomi neurologici non siano espressione di patologie sistemiche.

Esclusione di Cause Metaboliche o Cardiogene

È essenziale eseguire un profilo ematobiochimico completo e una valutazione cardiopolmonare per escludere disordini metabolici (es. encefalopatia epatica, ipoglicemia) o eventi cardiogeni (sincopi) che possono essere confusi con crisi epilettiche.

Staging Oncologico

Poiché i meningiomi possono essere metastasi di tumori sistemici (emangiosarcoma, linfoma, carcinomi), è consigliato eseguire radiografie toraciche ed ecografia addominale come parte dello staging oncologico.

Risonanza Magnetica: il Gold Standard Diagnostico

La Risonanza Magnetica (RM) dell’encefalo resta il gold standard per l’esame d’elezione per la diagnosi presuntiva. Il meningioma si presenta tipicamente come una massa extra-assiale ben definita, con intensa e omogenea presa di contrasto e caratteristico “dural tail sign”. La RM ha un’accuratezza diagnostica del 70% nel cane e dell’82% nel gatto.

Elettroencefalografia (EEG)

l’EEG rappresenta un valore aggiunto e offre una valutazione funzionale cerebrale immediata. Rappresenta uno strumento prezioso per la gestione di emergenze cliniche, è particolarmente utile per il monitoraggio dello status epilepticus, crisi a grappolo  (cluster) o post-operatorio

Approccio al trattamento del Meningioma: dalla gestione dei sintomi alla terapia definitiva

La scelta del percorso terapeutico ideale dipende da molteplici fattori prognostici. In sostanza, le opzioni si suddividono in tre categorie principali:

Terapia Palliativa

Mira esclusivamente alla gestione dei sintomi e al controllo delle complicanze secondarie attraverso l’utilizzo di corticosteroidi e farmaci antiepilettici. Sebbene si dimostri utile nell’immediato, i tempi di sopravvivenza sono limitati: mediana 60-69 giorni (Rossmeisl, 2014). Rappresenta la prima opzione da considerare quando la chirurgia o la radioterapia non sono praticabili.

Neurochirurgia: Resezione del Meningioma

La chirurgia è considerata trattamento d’elezione per il menigioma sia nel cane che nel gatto. L’approccio punta ad ottenere una resezione completa (GTR – Gross Total Resection) che non solo allunga drasticamente i tempi di sopravvivenza (con medie che nel cane che superano i 23 mesi e nel gatto i 3 anni). L’utilizzo di strumentazione come il CUSA (aspiratore chirurgico a ultrasuoni) consente una precisione superiore nella frammentazione e aspirazione del tessuto tumorale riducendo i danni ai tessuti sani circostanti e può influenzare significativamente la sopravvivenza mediana.

Radioterapia

Rappresenta un’ottima opzione: Può essere utilizzata come trattamento primario e unica soluzione nei pazienti non candidati alla chirurgia oppure in combinazione con la chirurgia per ridurre la possibilità di sviluppo di recidive.

Conclusioni: L’Importanza della Collaborazione Multidisciplinare

La gestione del meningioma nel cane e nel gatto richiede un approccio multidisciplinare che coinvolge il veterinario curante, il neurologo e, quando indicato, il neurochirurgo. La diagnosi precoce e l’invio tempestivo al centro specialistico sono elementi chiave per ottimizzare l’outcome del paziente.

La collaborazione con il veterinario curante resta quindi un fattore determinante: riconoscere i segnali precoci e indagare tempestivamente fa davvero la differenza.

La neurochirurgia intracranica in veterinaria rappresenta oggi una realtà solida per offrire una reale prospettiva di cura ai pazienti. Sebbene ogni caso richieda una valutazione personalizzata, l’intervento chirurgico eseguito in centri specializzati può garantire tassi di successo oggi estremamente elevati, restituendo al paziente una vita normale, libera da sintomi neurologici invalidanti e con tempi di sopravvivenza decisamente migliori.

Bibliografia

  1. May JL, Garcia-Mora J, Edwards M, Rossmeisl JH. An Illustrated Scoping Review of the Magnetic Resonance Imaging Characteristics of Canine and Feline Brain Tumors. Veterinary Sciences. 2023.
  2. Carrera-Justiz S. Introduction and Summary of Diagnosis and Treatment of Brain Tumors in Dogs and Cats. Veterinary Clinics of North America: Small Animal Practice. 2023.
  3. Johnson PJ, Rivard BC, Wood JH, DiRubio ML, Henry JG, Miller AD. Relationship between histological tumor margins and magnetic resonance imaging signal intensities in brain neoplasia of dogs. Veterinary Radiology & Ultrasound. 2024.
  4. Motta L, Mandara MT, Skerritt GC. Canine and feline intracranial meningiomas: An updated review. The Veterinary Journal. 2012.
  5. Rossmeisl JH. Novel Tumor Treatments for Brain Tumors. Veterinary Clinics of North America: Small Animal Practice. 2014.
  6. Geiger R, et al. Comparison of Survival After Treatment of Presumed Intracranial Meningioma by Radiotherapy or Surgery in 285 Dogs. Journal of Veterinary Internal Medicine. 2023.

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